Thursday, 23 November 2017
Perdere Peso

I vantaggi della dieta metabolica

La dieta metabolica è un regime alimentare ideato da un medico canadese di origine italiana, Mauro G. Di Pasquale.

La dieta metabolica è povera di carboidrati e contiene molte proteine, ma è indicata per un breve periodo di tempo.

La dieta si basa su tre pasti principali più i due spuntini del mattino e del pomeriggio. Prevede di mangiare ogni tre ore nel voler garantire un livello di glicemia ottimale, e nel limitare la secrezione di insulina, l’ormone responsabile del senso di fame e dell’accumulo di grasso.

Come funziona la dieta metabolica?

La dieta metabolica prevede un iniziale periodo di prova della durata di circa 4 settimane, e che serve a definire la quantità di carboidrati necessaria per all’organismo.

i vantaggi della dieta metabolicaIn questa prima fase, detta di scarico, avviene una riduzione dell’apporto glucidico che dura 12 giorni in cui si mangiano pochi carboidrati e molti grassi, a seguire poi sono previsti due giorni di ricarica con un’alimentazione a base di molti carboidrati. Secondo questo schema l’organismo dovrebbe addestrarsi a bruciare i grassi.

Una caratteristica delle diete metaboliche è quella di non basarsi sul calcolo delle calorie, quindi non si devono pesare i cibi, ma piuttosto basarsi su una sequenza nel corso della giornata, e preferire alcuni alimenti rispetto ad altri considerati sfavorevoli al metabolismo e che causerebbero il sovrappeso.

Se si ha un metabolismo lento, si dovrebbero mangiare carboidrati come cereali e legumi a cena, e proteine di carni bianche e pesce a pranzo. Si dovrebbero ridurre i latticini e i salumi, soprattutto la sera. Ottima a colazione la frutta fresca di stagione.

La dieta metabolica e lo stato di chetosi

La riduzione dei carboidrati porta il corpo in uno stato metabolico detto ‘chetosi’, in cui il corpo brucia il proprio grasso come combustibile.

Questo è l’assunto base su cui si fonda la dieta metabolica. Normalmente il corpo brucia i carboidrati per ottenere energia, al contrario grazie a questa dieta metabolica è il grasso ad essere bruciato come fonte energetica. Lo stato di chetosi riduce il senso di fame.

Dopo il periodo di prova, che serve a capire la quota di glicidi necessaria all’organismo, la dieta dura per circa un mese.

Come abbiamo detto, il periodo di prova è caratterizzato dalla riduzione dell’apporto di glicidi, ovvero dei carboidrati.

L’obiettivo di questa fase che prevede quei 12 giorni e poi due di apporto di carboidrati serve ad insegnare all’organismo a soddisfare il suo bisogno energetico proprio bruciando i grassi.

Se durante la fase di scarico si sperimenta un senso di stanchezza e affaticamento, si può aumentare gradualmente l’apporto di carboidrati fino a che questi sintomi non  scompaiano del tutto. L’obiettivo di questa fase di scarico è quella di trovare la quota ideale di apporto glicidico, dei carboidrati. Dopo averla individuata si può entrare nella seconda fase della dieta metabolica.

Imparare a bruciare i grassi

bruciare grassiIl periodo di prova nella dieta metabolica ha la funzione di far bruciare i grassi all’organismo, e a questo scopo è necessario pianificare il proprio regime alimentare seguendo uno schema alternato in base a 5 giorni di scarico a 2 giorni di carico in base ad una ripartizione di macronutrienti definita durante il periodo di prova con l’aiuto di un dietologo o nutrizionista che potrà eventualmente rendere equilibrato il regime alimentare in base alle nostre esigenze.

Il rischio di alcune diete è quello di divenire troppo estreme.

La dieta metabolica, come altre per altri versi, potrebbe rendere troppo drastico il concetto del glicogeno come leva per indurre l’organismo a consumare grassi e proteine favorendo così il dimagrimento. L’apporto maggiore di proteine dovrebbe indurre alla sazietà malgrado si stiano assumendo poche calorie.

Riflessioni sulla dieta metabolica

I vantaggi della dieta metabolica risiedono nella sua promessa di perdita di chili in eccesso dando all’organismo un metabolismo più rapido inducendolo ad uno stato di chetosi, ma proprio la drastica riduzione dei carboidrati rischia di divenire un eccesso, considerando che un individuo sano dovrebbe assumere glucosio ad un livello di sei volte superiore a quello previsto dalla dieta metabolica. L’organismo ha bisogno di glucosio per funzionare correttamente.

La conseguenza di un ridotto apporto di glucosio previsto dalla  dieta metabolica potrebbe portare l’organismo alla ricerca forzata di glucosio da proteine e lipidi.

Una protratta carenza glicidica può causare alcuni inconvenienti come nausea, stanchezza, vomito e cefalea.

Queste considerazioni naturalmente valgono un approfondimento necessario a capire e ad approfondire i concetti sottostanti alla salute dell’organismo, spesso sottovalutata a fronte di un bisogno apparentemente più urgente, come quello del dimagrimento.

Un bisogno che però non dovrebbe farci perdere di vista la salute, appunto, prioritaria rispetto a tutto.

Che poi dal peso dipenda anche la nostra salute, questo è un punto chiaro e fondamentale, ma non bisognerebbe escludere l’una a favore dell’altro, semmai integrare i due piani che anzi sono i due termini del meccanismo della causa e dell’effetto.

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